La voce

Il giorno prima della festa la maestra di musica e l’anziano si ritrovarono per una passeggiata, per vedere gli angoli più belli del centro storico e della città vecchia. Alla fine del giro si accomodarono nei tavolini fuori dal bar per un gelato, ambedue ne erano un po’ golosi. Tra una cucchiaiata e l’altra continuavano a parlare, a un certo punto la ragazza si fermò e disse all’uomo :”Lo sa che lei ha una voce che si ascolta volentieri?” Lui la guardò, un po’ stupito :”Davvero? Qualcuno mi diceva che sapevo raccontare bene le storie, ma in realtà non credo che la mia voce sia poi tanto gradevole.” La ragazza gli sorrise :”Si sbaglia, sa? ha un tono piacevole e, in questo do’ ragione agli altri, sa anche raccontare bene.” L’uomo sorrise di rimando, poi si fermò, come gli succedeva ogni tanto, a rincorrere un ricordo. Chiese alla ragazza :”Crede che si possa provare piacere anche  solo ascoltando una voce?” Lei rifletté un poco, poi disse :”Sì. Credo proprio di sì… specialmente se è una persona che ci è cara al cuore.” L’uomo terminò l’ultima cucchiaiata di gelato, chiamò il cameriere per il caffè e riprese :”Lei mi affascinava anche con la voce. Aveva un timbro caldo, con una nota bassa roca, che la rendeva unica. Se avessi potuto l’avrei registrata, per riascoltarla tante e tante volte. Ma non mi è mai sembrato giusto farlo, a sua insaputa. E poi con i cellulari e queste cose qui io non sono mai andato d’accordo… ho sempre preferito le tastiere. Ho una grafia da fare orrore, è per quello che non scrivo a mano.” La ragazza gli disse ancora :”Era davvero speciale, vero?” La voce di lui si fece un po’ più triste :”Sì, lo era. Pensi che abbiamo anche recitato insieme, in occasione di un evento di beneficenza… Non era un granché come rappresentazione, ma a me era piaciuto molto calcare il palcoscenico con lei. Magari un’altra volta le racconto la trama.” Non dissero più niente per un po’, poi la ragazza, finito anche il caffè, si alzò per andare via. Al momento di salutarlo gli disse :”Per quella recita… ci conto di sentirgliela raccontare, non mi faccia restare troppo con la curiosità!” E se ne andò via, con la sua borsa piena di fogli di musica.

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