L’inizio

Di nuovo, al tavolino del bar, l’anziano e la maestra di musica parlavano di pali e di frasche, come si dicevano tra loro. La discussione si spostò sul bosone di Dio e sul big bang e la ragazza passò su una frasca con un po’ di spine… :”Quando ha cominciato a… insomma, quando ha cominciato a volerle bene?” L’uomo si fermò di botto, stava delineando una sfera immaginaria, per indicare l’espansione dell’universo dopo il bang. Abbassò le mani e rispose, con voce un po’ emozionata :”Lei mi era piaciuta da subito, era quasi sempre allegra, entusiasta, con tanta voglio di impegnarsi… Allora lavoravamo insieme, in armonia – qui la voce si fece ancora più malinconica – Un’armonia che poi si è persa e non è più ritornata. In quel periodo, però, eravamo affiatati, sul lavoro, sembravamo davvero sinergici, tanto che presentammo qualche lavoro insieme a convegni, iniziammo una ricerca. Proprio di ritorno da una riunione per questa ricerca ci fermammo in un ristorante, per pranzo. Mi sorrise, parecchie volte, contenta della buona riuscita della riunione e del lavoro fatto insieme. E io mi accorsi che prendevo quei sorrisi, uno per uno, e mi arrivavano dritti al cuore, anche se lei non aveva assolutamente quell’impressione. Mi accorsi di volerle bene, troppo bene.” Non dissero più niente, per quel giorno, la ragazza salutò l’anziano e lui, perso nei ricordi, s’incamminò verso casa.

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