La musa

Stavolta, al tavolino del bar, l’anziano e la maestra di musica parlavano di dei e miti greci. Discutevano su chi fosse stato veramente Omero, sulle incongruenze degli scavi di troia, su Atene e Sparta. Ad un certo punto si misero a discutere sulle muse e scivolarono poi sull’ispirazione. :”Tanto tempo fa – diceva l’anziano – mi ero messo a scrivere. Non sono di certo un gran che, ma mi piaceva farlo… per lei. Mettevo dei pensieri insieme alle foto, anche. Quindi l’idea della musa ispiratrice mi piace molto. Penso che i greci avessero pensato a questo, individuandole. Alla ragazza di cui ti parlo sempre l’antica Grecia piaceva molto, sia come cultura che come storia.” :”Credo anch’io che avere una persona che ispira sia molto comune tra gli artisti. Nella musica molte donne affiancavano i grandi compositori. E nella scrittura, nella pittura ci sono esempi innumerevoli. Sì, penso anch’io che i Greci la sapessero lunga.” L’uomo si perse un po’ nei suoi ricordi :”Qualche volta le facevo leggere e vedere qualcosa. Anche lei scriveva, ma non mi ha mai fatto leggere molto delle sue poesie. Era brava a scrivere. Ora sembra che sia perfetta, un ideale, più che una persona. Invece era anche fragile e dura allo stesso tempo, capace di ammaliarti con un sorriso e con la voce, per poi, un momento o un giorno dopo, essere fredda come il ghiaccio e tagliente come una lama di Toledo. Credo che non ci sia stata persona al mondo capace di darmi così tanto dolore come lei. Credo che un po’ mi volesse bene… ma solo un po’ e solo qualche volta. Troppo poco. E spesso finiva in una discussione in cui con le parole ci si faceva del male.”  Terminarono il loro caffè e si alzarono per uscire. Fuori, nella piazza, l’anziano disse alla ragazza :”Erato. Lei era Erato. Avevamo un piccolo coro, al lavoro, lei era la maestra del coro. Avete molto in comune, è per quello che quella sera mi sono commosso. Su wikipedia c’è scritto che Erato era la musa…” :”Del canto corale – terminò lei – e della poesia amorosa.” Lui sorrise, la salutò e girò l’angolo della via.

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