Gli errori

Fuori dal bar c’era un tempo coperto, gravoso di afa. La maestra di musica e l’anziano parlavano guardando fuori, con la piazza coperta da nuvole scure. :”Pioverà.” Affermò la ragazza, sicura delle previsioni appena controllate sullo smartphone. L’uomo le sorrise, le sue articolazioni funzionavano meglio delle app, già da un po’ sapeva che il tempo sarebbe precipitato. La ragazza, vedendo che fuori cominciavano i goccioloni, fece una faccia delusa :”Non ho l’ombrello…” L’uomo, sorridendo, le mostrò il portaombrelli, dove, prima di entrare e sedersi ad aspettarla, aveva deposto un grande ombrello, quelli che chiamano “da pastore”. :”Ci si sta in due.” Le disse semplicemente. Lei lo guardò con un’aria meravigliata :”Ma lei, riesce sempre a prevedere tutto? E non sbaglia mai?” L’anziano si perse nei suoi ricordi e poi iniziò a dire :”Di errori ne ho fatti tanti, specialmente quando avevo a che fare con lei. Sembravamo due poli identici di calamita: ci respingevamo con tutte le nostre forze. Se c’era anche una minima possibilità di avere una divergenza, per noi diventava un abisso insuperabile. Non avevamo cominciato così, all’inizio, ci si scambiava battute, si collaborava in sinergia. Non so come e quando, ma le cose cambiarono. E i litigi si fecero molto comuni. Per la maggior parte per colpa mia, se devo essere onesto. Proprio perché cercavo di prevedere ogni cosa ero portato a vedere sempre il peggio in tutto. Non mi trattenevo dal criticare, non ero capace di aspettare, lasciando sbollire l’irritazione o la preoccupazione.” Smise di parlare, improvvisamente, così lei si sentì in dovere di replicare :”Non ci credo, per come la conosco io è una persona affabile, tranquilla, vorrei dire anche obiettiva.” Il volto dell’uomo si irrigidì :”Non quando c’era di mezzo lei. Sa, il cuore fa brutti scherzi. Ti intontisce, ti fa parlare a sproposito. Così succedeva a me.  Lei aveva tutte e mille ragioni, in quei momenti. D’altro canto… era più forte di me.” Cambiò subito argomento, si vedeva che il ricordo gli bruciava ancora dentro. Finirono a parlare del tempo, sino al momento in cui si alzarono e uscirono, sotto l’ombrello insieme, mentre la pioggia veniva giù forte. Davanti alla casa di lei, prima di lasciarla, l’anziano ammise :”Forse il più grosso errore è stato dirle due parole corte, molto corte.” Si girò tornando verso la pioggia, mentre la ragazza sussurrava :”Ti amo… le avrà detto ti amo.”

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