La ricetta segreta (image by Viola)

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C’era una volta, tanto, ma tanto di quel tempo fa che Masterchef non era ancora stato inventato, una cuoca con tanti gatti (che restavano rigorosamente fuori dalla cucina) e una bambina (che invece in cucina passava un sacco volte). La bambina non capiva nulla di pentole, bagnomaria, mantecatura e cose del genere, lei in cucina ci passava a vedersi la mamma tutta indaffarata. A dire la verità ci passava anche per ricevere, le volte che era disponibile, un fettina piccola della sua torta preferita. Quella volta la piccola era entrata in cucina come al solito, la mamma aveva appena finito di fare un piatto molto particolare, che avrebbe servito da lì a poco ad un personaggio molto importante. Appena di fianco c’era la torta che la bambina amava così tanto, con la sua fettina già pronta e tagliata. La mamma fu chiamata fuori, i fornelli non avevano fuoco, non c’erano coltelli o altre cose pericolose in giro, così disse :”Torno subito!” e uscì fuori. La bambina avvicinò una sedia al tavolo, vi salì e fece per prendere la torta, ma lì il destino ci mise lo zampino: un barattolino senza tappo, già in bilico, con la piccola vibrazione, si rovesciò e lasciò cadere un po’ di polvere di un intenso colore arancio sul piatto della mamma. La bambina raddrizzò il barattolo, ma ormai il danno era fatto. La piccola provò a toglierla, ma aveva paura di fare ancora più danni… guardando bene, però, c’era ora qualcosa che stonava. Lei aveva una grande sensibilità per i colori e quell’arancione, così da solo, non le piaceva proprio. Sapeva che gli altri barattolini contenevano polveri di altri colori, quindi ne cercò qualcuno che potesse intonarsi bene. Ne trovò altri tre che erano perfetti e li distribuì coscienziosamente sul piatto. Poi, per fare una sorpresa alla mamma con il bel disegno ottenuto, coprì il piatto con una di quei coperti semisferici. La mamma ritornò a prendere il piatto, rimase un po’ stupita che fosse coperto, non si ricordava di averlo fatto, ma non ci pensò su molto, lo portò in tavola e con un sorriso, tolse il coperchio davanti all’importante personaggio. Il sorriso le morì sulle labbra, quello zafferano e le altre spezie… lei era sicura di non averle messe, la ricetta non li prevedeva. Fece comunque buon viso a cattivo gioco e servì. Alla fine del pasto l’illustre si complimentò con lei e le disse :”Ho apprezzato molto tutto, ma il piatto con le spezie colorate… quello era davvero eccezionale. Un’opera d’arte per l’aspetto e il gusto veramente divino. Una ricetta che non conoscevo. Come si chiama?” La donna, allibita, abbozzò :”E’ una ricetta segreta, tramandata… da figlia  a madre, nella nostra famiglia.” L’uomo si stupì :”Da figlia a madre?” La donna farfugliò :”Oh… no, volevo dire da madre a figlia. I suoi complimenti mi hanno davvero scombussolata. – si affrettò ad aggiungere – E resa felice, naturalmente!” L’uomo le sorrise :”Complimenti dovuti, davvero! Lo dirò a tutti, che lei è la migliore cuoca del paese!” La donna entrò in cucina, dove la bambina la accolse con un sorriso grande così :”Ti è piaciuta la sorpresa, mammina?” La donna se la strinse forte al petto e le rispose :”Tanto, bambina mia, tantissimo!”

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(foto di Viola  www.violetadyliopinionistapercaso.wordpress.com )

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