Un sasso marrone

Gli avvenimenti di questo ultimo periodo non solo mi hanno fatto riflettere, ma mi hanno portato alla memoria tanti piccoli episodi del passato. Da bambino mi era capitato di essere stato spinto in un scavo di muratori, in una colonia estiva marina, procurandomi una brutta ferita a un polpaccio, di cui porto ancora la cicatrice. Della corsa a un ambulatorio poco distante, delle suore/infermiere che mi trattenevano mentre un medico mi ricuciva senza anestesia ho ancora il ricordo, per fortuna senza aver nessuna idea di come fosse stato intenso il dolore… quello è stato rimosso dalla mia coscienza. Per tutto il resto delle vacanze (almeno due settimane), fui costretto a restare a letto in infermeria. La noia di quella permanenza forzata era mitigata solo da qualche libro e dalle visite di una bambina, figlia di una inserviente, che non partecipava alle attività degli altri bambini (tutti rigorosamente maschi, era una colonia parrocchiale molto rigida, è passato un bel po’ di tempo, ora le cose sono cambiate, fortunatamente.) per ovvie ragioni. Del suo viso  non ho memoria, non mi è mai capitato di rivederla più. Ho ricordo, piacevole, della sua gentilezza, della sua voglia di darmi sollievo nella solitudine e di un’altra cosa… un sasso, marrone, dalla forma simile a quella di un cioccolatino. La bambina me lo descriveva, facendolo vedere, come una cosa preziosissima, un talismano, una pietra straordinaria, lo aveva trovato in spiaggia, nella parte sassosa. Ogni tanto, facendomi una grande concessione, me lo dava da tenere in mano. La sua presenza era un vero sollievo, se fosse capitato qualche anno più avanti, di certo avrei desiderato diventasse la mia ragazza, uno dei motivi per cui avrei avuto quel desiderio sarebbe stato il sasso, il regalo grande che mi faceva offrendomelo per un po’. Non ho mai invidiato di possedere quel sasso, ho invidiato, invece, il suo piacere nel possederlo, nel costruirci sopra bellissime storie, nel renderlo magico, prezioso, unico. Non era solo un sasso, no, era un mondo, bello, tenero… era lei.

15 pensieri su “Un sasso marrone

  1. Dolcissima storia. Una bambina deliziosa che testimonia il fatto come ad esempio le cose più semplici, come quella in questo caso di possedere un sasso come si possedesse il mondo intero, siano sempre le migliori. Tutto acquista un senso diverso caro Alveck. Buona domenica. Isabella

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  2. Che bella storia! E il sasso marrone, poi, più prezioso di un gioiello, per come lo vedevano gli occhi incantati di quella dolce bambina che ti teneva compagnia, per come lo vedevi tu e per il legame che ha creato fra voi.

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    • I bambini (e in particolare le bambine) sanno, quando non li si fa diventare piccoli adulti, andare davvero a toccare il significato profondo delle cose. Coinvolgermi nel suo gioco fantastico è stato un dono, di grande sensibilità.

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