Nasodilegno (image by Viola)

image12_viola_pinocchio Si era stancato, Pinocchio, di essere bambino. Non gli piaceva la scuola, anche se aveva imparato ad amare i libri, non gli piacevano le mele, che levavano il medico di torno, non gli piaceva che tutti sembrano virtuosi e anche se non lo erano non gli crescevano i nasi. Così prese in prestito la bacchetta magica della Fata Turchina, un colpetto e… ritornò burattino. Si ritrovò dietro il tendone, con Mangiafuoco che minacciava pesanti punizioni: Pinocchio non si scompose, svitò il braccio sinistro e cominciò a colpirlo con quello sino a quando l’altro non si arrese. Come risarcimento di tutto il tempo passato a lavorare per lui senza paga, si prese tutti i soldi del suo borsellino, ma rilasciò circostanziata ricevuta. Vide il suo amico trasformato in asino… un po’ di polvere di stelle della bacchetta l’aveva ancora, alzò la mano, guardò Lucignolo negli occhi e… decise che in fondo come asino non era poi male e lo lasciò così, a  ragliare vicino a una bella balla di fieno. Arrivarono il Gatto e la Volpe, attirati dalla borsa di monete. Pinocchio li convinse a mettere su un agriturismo “Campo dei Miracoli”, assicurando ai clienti la moltiplicazione delle monete. All’inaugurazione fu invitato Bennato. Andò dal grande pesce e lo mise in guardia sia dalle navi dei pescatori, che da quelle di Greenpeace: queste ultime potevano anche essere simpatiche, ma alla fin fine sempre barche erano. Al negozio di Geppetto, le cose erano un po’ cambiate. Ora si era dotato di tornio per legno a controllo numerico, sfornava piccoli Pinocchio a ritmo continuo e li inviava ovunque grazie a un contratto con Amazon. Con orgoglio il vecchio falegname fece vedere al burattino le cinque stelle e le migliaia di commenti positivi dei compratori. Ora la casa aveva parecchie stanze, una era riservata a lui, con un pc superpotente di ultima generazione (e un Mac altrettanto potente, per buona misura e per non scontentare i fanatici del marchio) e un collegamento internet in fibra ottica. Pinocchio si mise subito a costruire un blog, sparlando ben bene della buona scuola. Perché a lui, in fondo, la vecchia e cattiva, di scuola, non dispiaceva affatto, era un sentimentale. Spense il pc prima di andare a dormire e mentre aspettava che arrivasse il sonno, con le sue braccia e gambe di legno infilate in un pigiama raffinato, si chiese se al Premier crescesse il naso e se lo facesse segare di notte. Poi si ricordò che era un umano… chirurgia plastica notturna? Lo avrebbe chiesto a Viola, il giorno dopo. Stretta è la foglia, larga è la via, dite la vostra ch’io detto la mia. Disclaimer: Viola non c’entra nulla, le cretinate che ho messo insieme le ho inventate ovviamente io. Lei ha avuto la sfortuna di fornire la foto 🙂 Spero che Collodi non se ne abbia a male (nemmeno il Premier, Bennato, Amazon e Greenpeace, peraltro).

(immagine di Viola http://www.violetadyliopinionistapercaso.wordpress.com )

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