Racconto per Penny (dedicato a ehipenny)

La stazione sembrava fatta di carta, con gli angoli disegnati in tratto nero di carboncino, il chiaro-scuro per dare sostegno, tutti i particolari disegnati con cura. Il ragazzo entrò aprendo la grande porta a spinta, l’interno era disegnato sempre a carboncino. viaggiatori e personale erano come sagome, ferme, immobili, sparse dappertutto. Seduta su di una panchina, una ragazza, vera, che si muoveva, facendo scorrere lo sguardo in ogni parte della stazione. Il ragazzo si mise a sedere al suo fianco, anche lui guardava, in silenzio. Si girarono, nello stesso momento, una verso l’altro. Lui chiese :”Anche tu qui per ricordare?” Lei rispose semplicemente :”Sì.” Gli prese la mano, alzarono e se ne andarono via, così, insieme, sorridendosi.

http://www.ilmondodelleparole.wordpress.com/2015/06/09/addio/

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