Delusione… c’è ancora molta, molta strada da fare.

Questo sarà un post strano, magari inutile, ma che mi sento di scrivere per il profondo senso di ingiustizia che mi fa nascere dentro. Come avete capito, sono una persona che si illude, in molti campi, da quello sentimentale a quello legato alla società. Vivo nel “teoricamente avanzato, liberale e lungimirante nord”, dove ho sempre pensato che, almeno un po’, certi stereotipi sociali fossero cambiati. Lavorare in u mondo femminile mi ha invece fatto rendere conto che non è proprio così.

Premetto di essere nato in una cultura pienamente maschilista, nella mia famiglia i maschi erano riveriti e coccolati dalla parte femminile, anche se, ad esempio, gli affari di famiglia erano gestiti da mia nonna. Però, all’interno della mia famiglia, c’era per tutti una considerazione identica, rispetto alla persona, non ci sono mai state imposizioni “di genere”, mio nonno adorava la nonna e per lei si faceva davvero in quattro, anche se… non lavava i piatti né i pavimenti.

Ora, invece, ho toccato troppe volte con mano la grettezza, la prevaricazione, la cattiveria nei confronti delle donne. E queste sono donne che lavorano, duramente, per portare a casa lo stipendio, ma quando sono a casa c’è anche il resto del lavoro della famiglia, dei figli. Sul lavoro sono tutte donne, sino al livello dirigenziale più alto. Ma… a casa… comanda (spesso brutalmente), il maschio. Non c’è diritto al riposo, per gli “angeli del focolare” che svolgono il  doppio ruolo, per i maschi sì, che quando arrivano a casa possono farsi i sani fatti loro. Ovviamente non in tutte le situazioni è così, ma in molto, troppe sì. E la cosa più brutta è che molte donne non riescono nemmeno a capire quando possano soffrire le loro colleghe, nelle situazioni peggiori… perché, per loro, è così che deve andare la società. Sei donna, hai un sacco di doveri e nessun diritto, se cerchi di ottenere una gratificazione sul lavoro… è male, perché sottrai tempo alla casa e “all’uomo padrone”.

Tutte le volte che ci penso, mi faccio un po’ schifo, anch’io, da maschio che ha avuto un’infinità di privilegi. E che credeva che la società, almeno in questo, fosse un po’ cambiata.

18 pensieri su “Delusione… c’è ancora molta, molta strada da fare.

  1. Grazie Alveck per questa bella testimonianza che, come donna, apprezzo molto. Approfitto per dare un consiglio , che tu, grazie alla solidarietà che dimostri, puoi girare alle colleghe, se ti va. “Appena inizia la convivenza, periodo in cui i maschi sono appena un po’ più disposti ad ascoltare e addolciti dalla “luna di miele”, se così si può dire, siate intransigenti su certi compiti da condividere, lui fingerà di non capire, ma voi siate un’instancabile, paziente maestra. Esigete fin dalla prima sera che il vostro maschio alfa non sparga la biancheria per terra, ma impari la lunga strada che lo separa dal cesto dei panni sporchi e così via. Ci vuole un anno circa per insegnargli “i fondamentali” della convivenza, specie se è figlio unico. Se entro questo tempo la cosa non vi riesce, vuol dire che non è quello giusto. E insistete, insistete sempre nel difendere nella quotidianità la vostra uguaglianza di diritti, la vostra dignità di persona e ricordate bene che le prime a credere nel vostro valore dovete essere proprio voi!”
    Ancora grazie!!!

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  2. (Appresso anche io, l’appello e la testimonianza.)
    Il maschilismo è cieco e pure senza frontiere.
    ma ci sono donne coi coglioni a forma di cocomeri che sanno come castigarlo quel maschilismo là.
    ode agli uomini che sono consapevoli che avere una donna accanto è un valore aggiunto, in tutto e per tutto.
    E donne, ci giochiamo male la solidarietà tra noi qualche volta. Questo ci fotte. Ma spero sempre che si rinsavisca.

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    • Ho appena finito, sul lavoro (sì, si lavora anche di sabato..), di parlare con una donna psicologicamente maltrattata, intelligentissima, capace, tenace, che non molla mai anche quando non sta bene… E’ una di quelle a cui pensavo quando ho scritto il post. Avrei voluto abbracciarla e portamela, via, in un posto dove potesse essere realizzata e felice. Grazie anche per questo intervento, Gitti, grazie tante.

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  3. Sì, la cosa più brutta ancora è vedere come ancora ci siano donne che si lasciano sfruttare senza nemmeno avere un briciolo di coscienza, di quanto siano sfruttate dai loro “uomini”:anzi, si fanno custodi ancora più arcigne di tradizioni ancora più oppressive…Bell’articolo e grande solidarietà con il tuo sentimento…

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