Un cuore che batte

Lascia che ci passi sopra il tempo… bella frase, pensava l’uomo dietro alla tastiera…  le ferite di cuore vengano lenite dal passare del tempo… Lui era testimone, insindacabile, che non era così. Un cuore spezzato, come aveva detto anche a quella “lei” che non lo filava nemmeno di striscio, nel petto fa molto male. L’unica cosa che il tempo gli aveva dimostrato è che scrivere e navigare per blog gli piaceva, davvero. Non c’era bisogno di grandi riflessioni, per riconoscerne il perché: leggere, una delle cose più belle della vita (e nei blog si leggevano cose avvincenti, interessanti, emozionanti); scrivere (anche se lui non scriveva benissimo), una delle altre; entrare in relazione con belle persone, come quelle che incontrava nella grande sfera virtuale (e che ricordava, spesso, in questi periodi di allontanamento. Va bene, magari, se trovava ancora inventiva, avrebbe di nuovo ripreso a scrivere, sperando nella benevolenza di chi leggeva. Ah… un ultimo motivo, per tornare al mondo dei blog… perché aveva un cuore che batteva, spezzato, dolorante, abbandonato, ma batteva, ancora.

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