Delusione… c’è ancora molta, molta strada da fare.

Questo sarà un post strano, magari inutile, ma che mi sento di scrivere per il profondo senso di ingiustizia che mi fa nascere dentro. Come avete capito, sono una persona che si illude, in molti campi, da quello sentimentale a quello legato alla società. Vivo nel “teoricamente avanzato, liberale e lungimirante nord”, dove ho sempre pensato che, almeno un po’, certi stereotipi sociali fossero cambiati. Lavorare in u mondo femminile mi ha invece fatto rendere conto che non è proprio così.

Premetto di essere nato in una cultura pienamente maschilista, nella mia famiglia i maschi erano riveriti e coccolati dalla parte femminile, anche se, ad esempio, gli affari di famiglia erano gestiti da mia nonna. Però, all’interno della mia famiglia, c’era per tutti una considerazione identica, rispetto alla persona, non ci sono mai state imposizioni “di genere”, mio nonno adorava la nonna e per lei si faceva davvero in quattro, anche se… non lavava i piatti né i pavimenti.

Ora, invece, ho toccato troppe volte con mano la grettezza, la prevaricazione, la cattiveria nei confronti delle donne. E queste sono donne che lavorano, duramente, per portare a casa lo stipendio, ma quando sono a casa c’è anche il resto del lavoro della famiglia, dei figli. Sul lavoro sono tutte donne, sino al livello dirigenziale più alto. Ma… a casa… comanda (spesso brutalmente), il maschio. Non c’è diritto al riposo, per gli “angeli del focolare” che svolgono il  doppio ruolo, per i maschi sì, che quando arrivano a casa possono farsi i sani fatti loro. Ovviamente non in tutte le situazioni è così, ma in molto, troppe sì. E la cosa più brutta è che molte donne non riescono nemmeno a capire quando possano soffrire le loro colleghe, nelle situazioni peggiori… perché, per loro, è così che deve andare la società. Sei donna, hai un sacco di doveri e nessun diritto, se cerchi di ottenere una gratificazione sul lavoro… è male, perché sottrai tempo alla casa e “all’uomo padrone”.

Tutte le volte che ci penso, mi faccio un po’ schifo, anch’io, da maschio che ha avuto un’infinità di privilegi. E che credeva che la società, almeno in questo, fosse un po’ cambiata.